domenica 10 maggio 2026

Luhansk 9 maggio 2014 Veterani della Seconda guerra mondiale, autorità locali e cittadini celebrano il Giorno della Vittoria sotto la bandiera ucraina. Quelle autorità erano del partito di Yanukovich: lo stesso partito che nel 2010, in quella zona, aveva preso circa l’80% dei voti. Sì, molti a Luhansk volevano mantenere rapporti con la Russia. Ma si sentivano ucraini. E portavano con orgoglio la bandiera ucraina. A pochi metri dal quel memoriale, la sede dell’SBU era già occupata dai cosiddetti “separatisti filorussi”. Le barricate erano presidiate da qualche ubriaco locale pagato con vodka e da sconosciuti arrivati dalla Russia. Il 12 aprile 2014 la guerra era già iniziata a Sloviansk e Kramatorsk, quando il colonnello russo dell’FSB Igor Girkin, con miliziani armati, occupò le due città. Durante la celebrazione a Luhansk comparve anche un piccolo gruppo con le bandiere della cosiddetta “Repubblica di Luhansk”. La gente continuò la manifestazione. Per molti sembrava una pagliacciata. Quattro disperati con qualche bandiera e due barricate non facevano paura a nessuno. Le autorità parlavano di memoria, pace, unità. Dicevano che non servivano armi. Serviva un’Ucraina forte e unita. Questa era Luhansk il 9 maggio 2014: una città ucraina. Pochi giorni dopo arrivarono blindati, artiglieria, armi e uomini dalla Russia. Poi arrivarono i primi morti. La gente di Luhansk voleva vivere in Ucraina. Certo non voleva rompere i rapporti con la Russia. Ma non voleva staccarsi dall’Ucraina. Luhansk era Ucraina. La sua gente era ed è sempre stata Ucraina...